Tempio Minerva AssisiIl Tempio di Minerva, conservato in tutto il suo alzato, rappresenta l’edificio romano più integro dell’intera regione.

La sua visita trova essenziale complemento in quella dell’area sottostante piazza del Comune, dove recenti lavori di sistemazione hanno reso godibile al pubblico una vasta porzione della piattaforma coeva alla pianificazione urbanistica di epoca romana, cui si appoggiano i monumentali muri di terrazzamento del tempio.

Trasformato nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, presenta uno stretto pronao esastilo, formato da una sola fila di sei colonne corinzie poste su alti plinti inseriti direttamente nel corpo della scalinata di accesso.

Sull’architrave sono visibili i fori di fissaggio delle lettere bronzee di un’iscrizione dedicatoria con i nomi di coloro che lo costruirono: i fratelli Gneo Cesio Tirone e Tito Cesio Prisco, magistrati supremi del municipio intorno al 30 a.C. Il tempio era dedicato ai Dioscuri (contrariamente al nome), come suggerisce la dedica dell’edicola che occupava il centro della terrazza sottostante, visitabile negli ambienti del museo del Foro Romano.

L’attuale aspetto della chiesa, realizzata all’interno e adibita al culto nel 1539 per volere di papa Paolo III, risale ai secoli XVII-XVIII; nel 1634 venne rialzata e prolungata su progetto di Giacomo Giorgetti. La volta è stata interamente affrescata nella metà del XVIII secolo da Francesco Appiani con la Gloria di San Filippo e Virtù Cardinali e Teologali. Dello stesso periodo sono i due altari laterali, su disegno di Pietro Carattoli, la cantoria ed i coretti. L’altare di destra è ornato da una tela con la Morte di Sant’Andrea Avellino di Anton Maria Garbi mentre quello di sinistra da la Morte di San Giuseppe dipinta da Martin Knoeller. L’altare maggiore è decorato da pregevoli stucchi seicenteschi.

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