Assisi Santuario RivotortoIl Santuario di Rivotorto, o chiesa di Santa Maria di Rivotorto, si raggiunge a piedi, oltrepassato il Monastero di San Damiano, scendendo verso valle o da Santa Maria degli Angeli lungo la strada che porta al borgo di Rivotorto.

Il Santuario custodisce al suo interno il Sacro Tugurio, il modestissimo riparo scelto intorno al 1208 da San Francesco come luogo di dimora per sé e per i suoi primi compagni e che viene definito da molti come “la culla della Fraternità francescana”. Infatti Francesco detta qui la Prima Regola, approvata da Innocenzo III nel 1209 e definita in seguito “Protoregola”, e chiama Frati Minori i suoi discepoli, iniziando con loro la pratica della mortificazione interiore ed esteriore in santa povertà, dedicando la vita alla preghiera, al raccoglimento e al lavoro manuale.

La tradizione narra che sono di questo periodo alcuni eventi prodigiosi, come l’apparizione di Francesco ai suoi compagni su di un carro risplendente di luce, che fu visto aggirarsi tre volte intorno al Tugurio, mentre in realtà il Poverello si trovava a predicare nella Cattedrale di Assisi.

A meglio chiarire la formazione che segnò la storia dell’Occidente cristiano ci pensò lo stesso Santo Serafico nel “Testamento” del 1226 allorquando dice: “E dopo che il Signore mi donò dei frati, nessuno mi mostrava che cosa io dovessi fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del Santo Vangelo. Ed io con poche parole e semplicemente lo feci scrivere e il signor Papa me lo confermò. E quelli che venivano per ricevere questa vita, davano ai poveri tutte le cose che potevano avere; ed erano contenti di una sola tonaca rappezzata dentro e fuori, quelli che volevano, del cingolo e delle brache. E non volevamo avere di più. E dicevamo l’ufficio, i chierici come gli altri chierici; i laici dicevano o Pater noster; e assai lavoravo con le mie mani e voglio lavorare, e tutti gli altri frati voglio che lavorino di lavoro quale si conviene all’onestà. Coloro che non sanno, imparino, non per la cupidigia di ricevere la ricompensa del lavoro, ma per dare l’esempio e tenere lontano l’ozio. Quando poi non ci fosse data la ricompensa del lavoro, ricorriamo alla mensa del Signore chiedendo l’elemosina di porta in porta. Il Signore mi rivelò che dicessi questo saluto: il Signore ti dia pace”.

L’umile tugurio in pietra a vista, con il tetto in tegole, deriva da numerose modificazioni avvenute nei secoli XV, XVI e XX, attualmente si presenta come un edificio molto basso, lungo circa nove metri, largo sei e si trova a circa m. 1,40 sotto il livello della strada; è formato da tre piccoli ambienti: il centrale aperto sul fronte è adibito a cappella con altare quattrocentesco, mentre ai lati sorgono due celle di ridotte dimensioni cui si accede tramite due piccole porte; la cella di destra viene detta del letto di San Francesco: vi è custodita infatti una statua lignea settecentesca di San Francesco dormiente; quella di sinistra viene detta del fuoco o la cucina.

Una prima grande chiesa, in grado di contenerlo, venne costruita tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo. Nello stesso periodo venne costruito, sul lato est del Santuario, un grande convento.

Il grave sisma del 1832  distrusse la chiesa e gran parte del convento. L’attuale edificio in stile neogotico risale al 1854, ricostruito a protezione del “Sacro Tugurio” per volontà di Papa Sisto IV. Sulla facciata si aprono tre oculi e tre portali, nel timpano, la nicchia terminale è decorata da un mosaico con San Francesco sul carro di fuoco. Sopra il portale principale le parole “hic primordia Fratrum Minorum” ricordano la tradizione secondo la quale il santo avrebbe redatto proprio qui la prima stesura della Regola. All’interno, diviso in tre navate, decorano le pareti della chiesa dodici tele del XVII sec. di Cesare Sermei con episodi della vita di Francesco.

Dal 1945 vi si celebra ogni anno, nelle domeniche dopo la Pasqua, una suggestiva Festa dedicata alla Regola di San Francesco in ricordo della Protoregola dettata dal Santo per sé e i suoi primi compagni fin dagli inizi della loro vita in comune.

Il Santuario è stato inserito dall’UNESCO nell’anno 2000 fra i monumenti “Patrimonio mondiale dell’Umanità”.

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