Gli esseri viventi più straordinari nel loro habitat naturale

Giardino delle farfalle«Bisogna essere ciechi o estremamente aridi se alla vista delle farfalle non si prova una gioia, un frammento di fanciullesco incanto, un brivido dello stupore goethiano» (Hermann Hesse – Farfalle riflessioni, racconti, poesie – 1926).

Fortemente voluto, con giusta motivazione, da Padre Pasqualino Massone. Grazie alla fantasia, dedizione e bravura di Luisa Casaglia e Luca Casagrande, allievi del corso “Disegnatore e realizzatore di aree verdi accessibili e sostenibili” della Scuola di Formazione Professionale Puntoform di Foligno e alla lunga esperienza di Stefano Bottan, la Domus Pacis Assisi è riuscita a concretizzare un sogno: la realizzazione di un “Giardino delle farfalle” aperto al pubblico.

Un giardino per le farfalle ha non solo un valore educativo, come luogo ideale per molte osservazioni naturalistiche e per scoprire e conoscere la natura, ma può costituire un’oasi dove le farfalle possono nutrirsi, riprodursi, sostare durante gli spostamenti. Un “Giardino delle farfalle” per scoprire, conoscere e amare le farfalle, i bruchi, le crisalidi e il loro ambiente. Per rispettare e proteggere la vita di questi meravigliosi insetti che hanno ispirato, sin dall’antichità , miti e leggende. L’inagurazione si è svolta il 6 Giugno 2013 assieme ai bambini della Scuola Primaria Giovanni XXIII di Santa Maria degli Angeli, Istituto Comprensivo Assisi 2.

Le farfalle oltre che belle sono un importante indicatore: la loro presenza è garanzia di un ambiente sano, naturale ed equilibrato dove è possibile compiere un delicato ciclo biologico come quello dei colorati lepidotteri. Le farfalle non tollerano i pesticidi e i prodotti chimici, hanno bisogno di angoli tranquilli e necessitano di una gamma di piante da fiore nutrici in grado di sostentarle dalla primavera all’autunno. L’indubbia ricchezza della nostra fauna rende l’Italia il paese con la biodiversità più elevata dell’intero continente europeo: 283 sono le specie di farfalle diurne presenti in Italia, basti considerare che in Gran Bretagna sono residenti solo 54 specie di farfalle, mentre le specie presenti in Turchia, il Paese più ricco di farfalle diurne nell’intera area euro-mediterranea, sono 357.

Oggi che l’inquinamento, l’utilizzo di prodotti chimici, la cementificazione mettono in pericolo la vita delle farfalle, che costituiscono un patrimonio inestimabile da salvaguardare, la Domus Pacis Assisi, oltre all’attività di tutela delle farfalle locali e aiutare le specie del luogo, riqualificando l’ambiente naturale, aumentando così il numero di esemplari, ha promosso questo particolare progetto al fine di sensibilizzare i bambini a questi importanti temi, istruirli e invitarli alla riflessione.

La metamorfosi completa, l’affascinante ciclo della vita delle farfalle, viene utilizzata in molti paesi per insegnare i segreti della natura. La farfalla rappresenta la trasformazione, la rinascita. Il percorso che porta il bruco  a subire un cambiamento radicale, migliorando la propria condizione, mutando in farfalla, rappresenta il sentiero evolutivo della nostra anima, è il simbolo della trasformazione che porta tutto verso qualcosa di migliore. Il significato simbolico della farfalla deriva proprio dalla trasformazione che questa creatura compie nel corso del suo ciclo vitale. Dall’uovo in cui nasce emerge il bruco, che poi diventa pupa e infine farfalla “adulta”.

Per i cristiani la farfalla rappresenta i tre stadi della metamorfosi spirituale, l’essere umano attraversa varie fasi nella sua vita come il bruco, la pupa e la farfalla. Il bruco è la rappresentazione degli esseri viventi, del loro attaccamento alla vita e del loro bisogno delle cose materiali; la crisalide ricorda la tomba e l’attesa del risveglio; la farfalla rappresenta la rinascita a nuova vita, una vita che trascende e si libera da tutto ciò che è materiale.

Le farfalle appartengono ai Lepidotteri (farfalle e falene), un ordine di insetti con più di 157.000 specie al mondo, secondo gruppo più numeroso degli insetti, dopo i coleotteri. La distinzione tra farfalle e falene non risponde a una classificazione scientifica tassonomica, ma deriva dall’uso comune. Il termine Lepidotteri significa «ali a scaglie». Sono proprio le minuscole scaglie a dare colori e disegni alla livrea delle farfalle, senza scaglie, le ali sono trasparenti.

Le farfalle sembrano essere prede facili, hanno invece ottimi sistemi di difesa. Alcune specie, per esempio la monarca (Danaus plexippus), hanno un sapore disgustoso per i predatori, altre somigliano a calabroni. Ci sono poi farfalle con particolari disegni, come occhi sulle ali e appendici caudali che sembrano antenne, che inducono i predatori a mordere parti del corpo senza che il morso risulti letale. Altre, che hanno colori vistosi in volo, possono mimetizzarsi perfettamente al momento di posarsi. Mentre i bruchi emanano spesso un odore sgradevole e i peli di alcuni producono sostanze urticanti che possono provocare bruciore e irritazione.

I bruchi hanno bisogno di una pianta ospite per alimentarsi e questa diventa fondamentale per la loro sopravvivenza, tanto che alcuni nomi di farfalla prendono proprio origine dalla pianta alimentare. Per esempio la vanessa dell’ortica, la vanessa del cardo, la cavolaia o la ninfa del corbezzolo. Ma anche la vanessa io e l’atalanta hanno come pianta ospite l’ortica, mentre la cedronella e la cleopatra si cibano delle foglie di alaterno.

Dalla primavera all’autunno, la Domus Pacis Assisi offre alle scuole e alle famiglie la possibilità di avere un contatto diretto e attivo con questi splendidi insetti e le piante del giardino, svolgendo attività didattiche attraverso visite guidate gratuite, previo contatto telefonico per appuntamento con il responsabile.

Per prenotazioni telefonare:

Domus Pacis Assisi
P.za Porziuncola, 1
06081 S.M.A. Assisi (PG)
tel. +39 075 8043530
email: info@domuspacis.it

Photoslide dell’inaugurazione su Facebook  >>

Ciclo vitale dei Lepidotteri

Durante la propria vita, i lepidotteri, vasto ordine di insetti olometaboli (si definiscono olometaboli gli insetti in cui la larva che schiude dall’uovo è molto diversa dall’adulto e strutturalmente molto più semplice) cambiano radicalmente la struttura del corpo e le abitudini alimentari (metamorfosi). Il loro ciclo vitale è caratterizzato da 4 stadi: uovo, larva (o bruco), pupa (o crisalide) e infine la forma adulta: farfalla (o immagine).

• Uovo
Uova di farfalla macaoneLa femmina depone le uova su un vegetale adatto. Poco prima del momento della schiusa l’uovo diventa scuro, e il giovane bruco può essere visto muoversi al suo interno. Prima ritaglia una sorta di “coperchio” circolare nell’involucro rigido dell’uovo, quindi spinge il corpo fuori dell’uovo contorcendosi.Questa è una delle fasi di maggiore vulnerabilità. Una volta uscito, il bruco generalmente mangia il guscio vuoto dell’uovo. Ciò gli fornisce l’alimentazione necessaria alla sopravvivenza fino al momento in cui sarà riuscito ad individuare la sua pianta ospite.

• Bruco
Bruco di farfalla Vanessa ioDopo un certo tempo le uova schiudono e nasce una larva detta bruco, priva di ali e incapace di volare, che si muove grazie a tre paia di zampe toraciche e alle pseudozampe addominali. Il bruco è privo di occhi composti e di spirotromba. Possiede però un apparato boccale masticatore con delle robuste mandibole, grazie alle quali si nutre principalmente di parti vegetali, soprattutto foglie. Il rivestimento della larva non si accresce e quindi deve essere cambiato periodicamente per 3-5 volte (mute). Dopo aver subito varie mute cuticulari e aver raggiunto il suo massimo sviluppo, la larva matura smette di nutrirsi e cerca un luogo adatto dove trasformarsi in pupa, sotto una foglia, su un ramo o a terra. Con la seta la larva si costruisce supporti con cui attaccarsi al substrato; la sua cuticola si lacera e fuoriesce la crisalide o pupa. La cuticola del bruco si fende lungo il dorso e la pupa inizia ad emergere. Una serie di contorcimenti sospinge la cuticola del bruco verso la coda. Questa vecchia pelle viene abbandonata, e una serie di uncini sulla coda viene fissata al cuscinetto sericeo. A questo punto la pupa assume la sua forma definitiva.

• Pupa
crisalide di farfalla vanessa ioIn questo stadio, l’insetto rimane immobile, può essere ancorato a capo in giù a un substrato mediante un uncino posteriore detto cremaster (in particolare nelle Nymphalidae) oppure la metamorfosi può avvenire all’interno di un bozzolo sericeo o in una celletta nel terreno. In questa fase subentrano notevoli modifiche che porteranno la pupa a trasformarsi in una farfalla adulta. Poco prima dello sfarfallamento, il colore della farfalla adulta diventa vagamente visibile. L’involucro della pupa si fende e la farfalla comincia faticosamente ad uscire. Quando è completamente uscita, la farfalla emette dall’estremità dell’addome un liquido detto meconio, contenente i prodotti di rifiuto accumulati durante lo stadio pupale. Dopo la schiusa, la farfalla rimane con le ali ripiegate e penzolanti, e le espande pompando emolinfa nelle nervature alari. È importante che le ali dell’insetto si espandano abbastanza in fretta prima di indurirsi; in caso contrario, rimarrebbero deformate in modo permanente.

• Farfalla
farfalla vanessa ioA questo punto, completamente sviluppata, la farfalla adulta ha un tipo di vita totalmente differente da quello del bruco: mentre questo si nutre di foglie per crescere, la farfalla passa il tempo a succhiare il nettare dei fiori, grazie alla presenza di un apparato boccale succhiante, detto spiritromba, e ad accoppiarsi. In genere la vita da farfalla è abbastanza breve, varia da qualche giorno a una settimana o due e, solo in alcuni casi, può raggiungere il mese di vita. Per esempio, la Vanessa io o Occhio di pavone (Inachis io), sverna in letargo prima di deporre gruppi di oltre 500 uova alla volta a inizio primavera, quindi è in grado di superare due stagioni.

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