San Rufino AssisiSan Rufino Vescovo di Assisi e martire

Sembrerebbe naturale per quelli che arrivano ad Assisi per la prima volta che il Duomo sia la Basilica di San Francesco, mentre invece, per la città è una chiesa “nuova”.

La chiesa cattedrale è San Rufino, patrono principale della diocesi, venerato come primo vescovo della città, la cattedrale è a lui dedicata fin dalla prima metà del secolo XI.

Una ‘passio’ scritta nel sec. IX dice che Rufino vescovo della città di Amasia nel Ponto, arrivò per predicare il Vangelo ad Assisi nel III secolo, ma qui dopo un po’ di tempo venne scoperto dal proconsole Aspasio che, dopo averlo sottoposto a diversi supplizi, lo condannò a morte perché cristiano, Rufino morì gettato nelle acque del fiume Chiascio con una pietra legata al collo. Un’antica tradizione indica come luogo del martirio, il paese Costano della diocesi di Assisi, ora facente parte del Comune di Bastia Umbra, situato sulla riva del fiume. Una pergamena dell’archivio della cattedrale, ricorda che già nel 1038 a Costano vi era una chiesa dedicata a San Rufino martire. Il suo corpo venne trasportato da Costano ad Assisi nel 412, secondo una lapide conservata nella navata sinistra e secondo quanto scritto in un documento del 1007 conservato nell’archivio, proprio nel luogo dove ora sorge la cattedrale eretta dalla fede del popolo di Assisi e dall’opera di Giovanni da Gubbio.

Descrizione

La chiesa cattedrale è la terza ricostruita sulla tomba del vescovo martire, fu edificata una prima volta nel VII secolo sulle rovine di un tempio romano dedicato a Cerere e rifatta una seconda volta nel 1036 dal vescovo Ugone che le diede anche il titolo di Cattedrale. Secondo San Pier Damiani (1052) le spoglie di san Rufino, vescovo di Assisi e martire, sono state oggetto di contesa tra il vescovo Ugone ed il popolo. Il vescovo voleva portare il corpo del santo nell’allora cattedrale di Santa Maria Maggiore, a un tale proposito si opposero fermamente i cittadini e una gara di “tiro alla fune”, con la cassa funebre del santo patrono, stabilì i vincitori: soli sette uomini di Assisi riuscirono a battere i sessanta del vescovo. Dopo lo straordinario prodigio, Ugone decise di trasformare radicalmente la primitiva piccola basilica dove erano ospitate le spoglie di San Rufino fin dal 412.

La nuova e terza ricostruzione, nelle forme in cui la vediamo adesso, fu avviata nel 1140 su disegno di Giovanni da Gubbio, ma solo nel 1253 venne consacrata da Papa Innocenzo IV.

La forma a imbuto del sagrato crea un effetto a lente di ingrandimento per chi la osserva dalla piazza, la facciata, austera e maestosa, con tre portali e tre rosoni, è un capolavoro del romanico umbro, nella lunetta posta sopra il portale si vede la più antica scultura raffigurante San Rufino, risalente al XII secolo. Accanto si innalza la possente torre campanaria con doppie bifore, per la fondazione della quale è stata utilizzata una cisterna romana perfettamente conservata. L’interno è a tre navate divise da pilastri, con pianta basilicale e fu completamente rinnovato nel 1571 da Galeazzo Alessi; all’inizio della navata destra, è collocato l’antico fonte battesimale nel quale, secondo la tradizione, furono battezzati San Francesco e Santa Chiara e forse nel 1197 Federico II di Svevia. Sempre a destra è la Cappella del Sacramento del 1663, una composizione barocca di Giacomo Giorgetti sul tema dell’Eucarestia, il più organico ambiente barocco di Assisi. Nell’abside è custodito un magnifico coro ligneo intagliato nel 1520. La massima suggestione, però, si ha probabilmente nella Cripta a cui si accede a destra della facciata, dove si trovano resti di antichi marmi e pitture della prima metà del secolo XI, una sedia vescovile e un sarcofago romano del III secolo che custodisce il corpo di San Rufino.

Celebrazioni

La sera del Giovedi Santo, prima giornata del Triduo Pasquale, ha luogo nella cattedrale il tradizionale rito della “Scavigliazione”, o rievocazione della Deposizione del Crocifisso, resto di una lauda trecentesca sulla Passione di Cristo, durante la quale un crocifisso in legno del XV secolo viene esposto per la venerazione. La mattina del Venerdi Santo il Cristo in croce è trasportato, con brevi soste nei monasteri di clausura durante il percorso, in San Francesco, dove rimane fino a sera, quando in una suggestiva processione notturna è riportato in Cattedrale, accompagnato da tutte le confraternite cittadine.

La data di celebrazione di San Rufino, sin dal sec. XI è posta all’11 agosto, la festa di S. Rufino però è stata spostata con un decreto vescovile al 12 agosto in quanto l’11 si sovrapponeva ai festeggiamenti per Santa Chiara.

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