Assisi panorama«Benedetta sii tu dal Signore,
città santa a Dio fedele,
poiché per te molte
anime si salveranno
e in te molti servi
dell’Altissimo
abiteranno e da te
molti saranno eletti
al Regno eterno.»
S. Francesco

Nell’anno 2000 Assisi con il suo Centro Storico, incluse la Rocca Maggiore e Minore, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani: la Cattedrale di San Rufino, la Basilica di Santa Chiara, il Convento della Chiesa Nuova, il Tempio di Minerva, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, l’Abbazia di San Pietro, la Basilica di Santa Maria degli Angeli con la Porziuncola, il Santuario di Rivotorto, l’Eremo delle Carceri e il Monastero di San Damiano, insieme alla quasi totalità del territorio comunale, è stata dichiarata dall’U.N.E.S.C.O. Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

L’U.N.E.S.C.O., Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Istruzione, la Scienza e la Cultura, è l’Agenzia dell’O.N.U. che promuove l’istruzione per tutti, lo sviluppo culturale, la protezione del patrimonio naturale e culturale del pianeta, la cooperazione internazionale, la libertà di stampa e la comunicazione.

“Assisi rappresenta un esempio unico di continuità di una città-santuario all’interno della sua posizione ambientale…”, questo ed altri criteri, …un’insieme di capolavori del genio creativo come la Basilica di San Francesco, il contribuito significativo allo sviluppo dell’arte e dell’architettura nel mondo, la nascita dell’Ordine Francescano, il messaggio di pace e di tolleranza…, hanno spinto il Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco a includere Assisi nella World Heritage List, Elenco dei Beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

Riconoscimento di valore universale:

Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani

Anno di iscrizione: 2000
Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale: 24
tenutasi a: Cairns, Australia 11/2000
Categoria: sito culturale
Tipologia sito culturale: edificio storico e complesso monumentale

Breve descrizione:
Assisi, antico santuario e città medievale costruita su una collina, è il luogo di nascita di San Francesco ed è strettamente associata all’attività dell’ordine dei francescani. I capolavori dell’arte medievale, come la basilica di San Francesco e le pitture di Cimabue, Pietro Lorenzetti, Simone Martini e Giotto, hanno fatto di Assisi un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo artistico e architettonico in Italia e Europa.

Criteri riconosciuti:
(I) Assisi rappresenta un esempio di capolavoro del genio creativo dell’uomo e la Basilica di San Francesco costituisce un riferimento fondamentale per la storia dell’arte in Europa e nel resto del mondo.
(II) La diffusione del messaggio artistico e spirituale dell’Ordine dei Francescani ha contribuito in modo significativo allo sviluppo dell’arte e dell’architettura nel mondo.
(III) Assisi rappresenta un esempio unico e continuativo di città santuario sviluppatosi naturalmente a partire dalle origini umbro-romane e medievali per arrivare fino ad oggi; costituisce infatti un paesaggio culturale, un insieme di religioni, un sistema di comunicazione e un tradizionale uso del territorio.
(IV) La Basilica di San Francesco è un eccezionale esempio di un tipo di architettura che ha influenzato in modo significativo la sviluppo dell’arte e dell’architettura.
(VI) Assisi, luogo di nascita dell’ordine del francescani, fin dal Medio Evo è stata strettamente associata al culto e alla diffusione del movimento francescano nel mondo, con il relativo messaggio di pace e tolleranza anche per le altre religioni e credenze.

Assisi: la città di Francesco

« Intra Tupino e l’acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d’alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di retro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, là dov’ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un Sole,
come fa questo talvolta di Gange.
Però chi d’esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Oriente, se proprio dir vuole. »

(Dante Alighieri, Paradiso XI)

Assisi è la città di Francesco. Lo è per le vicende biografiche del grande santo che vi nacque il 5 luglio 1182, vi trascorse parte importante della vita e morì non lontano dalle sue mura, alla Porziuncola il 3 ottobre 1226 e perchè per Francesco furono costruite le due chiese sovrapposte di cui si compone la Basilica che gli è intitolata, pagina capitale, grazie agli affreschi che riassuntivamente si dicono di Giotto, dell’arte italiana e del mondo.

Al momento della nascita del figlio del mercante Pietro Bernardone dei Moriconi e della nobile Pica Bourlemont, la città era già vecchia di secoli, considerando che era stata fondata dagli Umbri, a cui subentrarono prima gli Etruschi e quindi i Romani di cui divenne municipio. Probabilmente città natale del poeta latino Properzio, da cui fu descritta com’è anche adesso, disposta a terrazze successive risalenti il declivio del monte Subasio, intorno al fulcro del tempio di Minerva.

Assisi condivise per secoli le sorti dell’Urbe. La sua gente conobbe la gioia cruenta della conquista, sentì l’orgoglio del dominio, amò paganamente i beni della vita e gustò con terrena raffinatezza i diletti dello spirito. Ma, quando il Messaggio di Cristo, rendendo l’uomo consapevole della sua dignità di figlio di Dio, rovesciò i valori sociali e ridimensionò quelli politici, ai quali fino ad allora si era uniformata la vita, in tutte le terre dell’Impero si scatenarono le persecuzioni e anche Assisi ebbe, col sangue dei suoi martiri, il Battesimo Cristiano.

Alcuni secoli dopo l’Impero cadeva e anche Assisi conobbe la furia barbarica degli invasori e fino all’aprirsi dell’epoca comunale passò di assedio in assedio. Il Comune sorse poco dopo l’anno 1000, con insegna Ghibellina, fu impegnato in lunghi conflitti con la vicina Perugia che era invece di parte Guelfa e da cui fu sopraffatta, perdendo l’indipendenza, nel 1300. Dopo pochi decenni assieme all’antica rivale entrò a far parte dello Stato della Chiesa, che dal Lazio, si era gradatamente esteso fino a comprendere anche l’Umbria e sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860 con la nascita dello Stato Italiano.

La storia di Assisi potrebbe considerarsi chiusa nel Medioevo, che ha stampato la più suggestiva impronta di sé nella pietra cittadina bianca e rosata del Subasio, se così fosse Assisi ci parlerebbe solo col fascino decadente del ricordo; ci offrirebbe il piacere di ripercorrere, da occasionali turisti in un passato irripetibile, le sue strade anguste che non lasciano spazio agli autobus né alle automobili; ci suggerirebbe l’eco di antiche parole d’amore mentre indugiamo ad ammirare un ponticello fiorito che unisce casa a casa, o, per un gioco teatrale della fantasia ci illuminerebbe di un rapido balenar di spade un andito buio.

E invece no, Assisi non è ricordo, ma perenne esperienza di vita perché qui nacque e qui continua a vivere in spirito d’amore San Francesco, il più sensibile interprete del messaggio cristiano.

Assisi è il miracolo di questa presenza francescana, è il miracolo di un amore che non si spense quando il cuore del Poverello cessò di battere, ma si effuse in tutte le forme che può assumere il sentimento assecondando le varie inclinazioni degli uomini. Ed è ardore di carità, è magia d’arte, è incontro mistico universale, è spiritualità di pace, è gentilezza di popolo, è soave rispetto per i luoghi dove visse il Santo.

Scrive  Cesare Angelini in “Frammenti del Sabato”: «Qui, uno è subito preso di lui, da lui, il capo spirituale della città. Veramente il luogo possiede una presenza che costringe o meglio abbatte: – il soprannaturale è penetrato nel naturale, insostenibile quasi alla nostra misura, ma è una prima impressione che passa perché anche il credere qui è un modo leggero; più che un intendere è un amare… – E’ la novità di Assisi e il beneficio del Santo, il quale ci ha insegnato che più giova parlare a Dio che parlare di Dio. Parlare di Dio è del teologo che spesso sillogizza e spesso non ama; parlare a Dio è dell’anima innamorata. Un parlare che diventa un cantare. E allora si capisce che vivere in Assisi è un privilegio. E, naturalmente, una responsabilità».

E infatti la città del Poverello è meta di pellegrini più che di turisti. Il turista, di solito, suddivide il suo tempo secondo un itinerario ordinato, ma frettoloso. Invece chi viene ad Assisi non tiene conto del tempo che non è una dimensione dello spirito.

Perfino la curiosità dello scettico qui è già inconsapevole o inconfessata ricerca del Vero. Il poeta danese J.J. Joergensen, nel periodo più confuso e desolato della sua vita, cercando conforto nell’amicizia, venne ad Assisi per rivedere Mogens Ballin, suo carissimo amico di origine ebraica, che si era convertito al cristianesimo e che risiedeva allora in questa città. E qui Joergensen ritrovò Dio e se stesso.

Print Friendly
Offerte e promozioni
Corsi e iniziative